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Devil in Ohio, ha il terrore di osare

Dal 02 settembre 2022 è disponibile su Netflix una nuova miniserie horror tratta dall’omonimo romanzo del 2017 di Daria Polatin, ispirato ad una storia vera. Composta da 8 episodi da circa 40 min ciascuna.

Trama

Suzanne, una madre psichiatra ospedaliera invita la sua nuova giovane paziente Mae a casa sua, quando viene portata in ospedale dopo aver subito un trauma. Questo suo gesto di gentilezza infastidisce la figlia di mezzo Jules, che già si sente trascurata in casa e ora con la problematica e misteriosa nuova arrivata tutto peggiorerà.

Ovviamente questo è solo l’inizio: improvvisamente inizieranno ad accadere strani incidenti ai componenti della famiglia di Suzanne che sembrano essere collegati proprio a Mae. Aiutata dal poliziotto locale, la psichiatra cerca di capire che cosa si nasconde nel passato della ragazza.

Lo show si apre con la classica scena: una casa grande, è tarda notte, delle urla, una ragazza che scappa in camicia da notte con un coltello, qualcuno che la insegue e alla fine viene trovata da un passante con la macchina che la porta in ospedale.

Però la cosa che ci attira è che la ragazza ha un pentagramma al contrario inciso sulla schiena e da lì a poco capiamo che Mae faceva parte di una setta satanica da cui è fuggita.

Tanti sono i misteri ma pochi sono i colpi di scena, quando sembra che sta per succedere qualcosa poi alla fine non succede niente di che, sembra che la serie abbia paura di osare.

Anche se è una serie horror non tanto horror è fatta bene e comunque interessante e poi vanta di un cast formidabile. Suzanne è interpretata da Emily Deschanel, ci regala una performance mozzafiato anche perchè andando avanti con lo show scopriamo che anche lei da ragazzina ha avuto un infanzia difficile, è stata vittima di violenze domestiche e questo la rende molto simile a Mae ed è per questo che ci tiene molto ad aiutarla. Anche l’interpretazione di Mae (Madeleine Arthur) risulta molto credibile, passa da avere un comportamento angelico a sequenze demoniache in una frazione di secondo, il che rende la trama autentica e convincente. In pratica non sappiamo mai fino alla fine che cosa ha intenzione di fare la giovane donna, è molto criptica.

I traumi di Mae però vengono presentati frettolosamente, anche i ricordi degli abusi di Suzanne da adolescente sembrano insufficienti per spiegare i suoi enormi errori di giudizio.

In ogni caso se vi piacciono le storie sulle sette e sul lato oscuro della religione e della società, questa fa al caso vostro, è uno show che funziona e che sa tenere lo spettatore incollato allo schermo per tutti i suoi episodi. Essendo una miniserie non ci sarà penso la seconda parte, il finale mi ha lasciato a bocca aperta ma daltronde un po’ me lo aspettavo.

Voto: 7+