The Haunting è una serie televisiva antologica statunitense di genere paranormale creata e diretta da Mike Flanagan. Ogni stagione è ispirata a un romanzo o racconto horror differente.
In questo articolo parliamo di “The Haunting of Bly Manor” uscita il 09 ottobre 2020 su Netflix, composta da 9 episodi. Mentre la prima, diciamo, stagione si chiama “The Haunting of Hill House” pubblicata a livello internazionale su Netflix il 12 ottobre 2018, composta da 10 episodi.

Trama
Una giovane insegnante, Dani Clayton, decide di accettare un lavoro come governante offerto da lord Henry Wingrave che ha bisogno per i suoi due nipoti; Miles e Flora, nella remota dimora di Bly.
I due bambini sono rimasti orfani e Wingrave, ossessionato dai propri demoni, impone alla ragazza di non disturbarlo per nessuna ragione al mondo. Dani, anche lei con un trauma del passato che infesta ogni superficie in cui si specchia, potrà fare affidamente solo sul personale presente nella casa: Hanna Grose la guardiana, il cuoco Owen e la giardiniera Jamie. Sulla casa, ma sopratutto nell’animo dei bambini, alleggia il ricordo della precedente governante Rebecca Jessel, suicidatasi nel laghetto della proprietà in seguita ad una burrascosa lite con il proprio amato ovvero l’assistente di Wingrave, Peter Quint.

Innanzitutto vorrei dire che Bly manor non fa paura. O meglio, non fa paura come siamo abituati con il genere horror. Ci sono fantasmi che appaiono all’improvviso, inquietanti bamboline che si muovono, suoni minacciosi e altre cose che ti fanno saltare dalla sedia, ma sono momenti rari. Più che altro questa storia si concentra sull’inquietudine che racchiude ogni angolo della dimora di Bly, ogni storia passata dei personaggi.
Avvincente è anche la struttura temporale. Anche in Hill House, Flanagan aveva giocato con il presente e il passato, ma qui si complica, non solo avanti e indietro nel tempo, ma anche cicli quasi di eterni ritorni e realtà che si sovrappongono e si modificano. Inizialmente era iniziata abbastanza lineare, poi con l’andare avanti degli episodi si contorce in un meccanismo che anche non volendo (come è capitato a me) ti fa venire voglia di proseguire e sapere come questo cliclo si chiude.

Quindi, più che un horror, Bly Manor è un angosciante viaggio nel trauma.
A me inizialmente, nei primi tre episodi mi aveva presa molto, in un paio di scene ho dovuto anche chiudere occhi e orecchie. Poi nel mezzo quindi circa dal quarto episodio fino al sette, mi sono persa. Troppi episodi con ricordi, salti temporali, sogni, realtà, non si capiva più niente e a tratti mi annoiava molto. Ero tentata di lasciarla a metà ma poi comunque un pizzico di curiosità ce l’avevo. Negli ultimi due episodi, l’ottavo e il nono, si sono ripresi. Grazie a quelle due puntate si è capita tutta la storia finalmente, in modo chiaro, inquietante e anche commovente in certi aspetti. Come dicono quasi alla fine della serie, più che una storia horror è una storia d’amore. Alla fine dei conti è vero.
Non posso nè dire che mi sia piaciuta e nè che non mi sia piaciuta. E’ un ni.
Sicuramente mi aspettavo MOLTO di più, molte più scene horror. Hill House è di gran lunga più “terrificante” come scene di paura intendo. Come storia però è avvincente, una bella trama, peccato per quei episodi che a parer mio sono stati un po’ noiosi e confusionari, perde molto, però alla fine recupera tutto.
Se volete vedere una serie di paura, non ve la consiglio, se invece volete vedere una serie un po’ cupa e misteriosa si, perchè no.
